Erosione del neutro e sfruttamento del pubblico spazio in riferimento alle nuove disposizioni europee di tutela ambientale acustica

Questa ricerca parla di ambiente e di qualità della vita, con un riferimento alle nuove disposizioni europee in materia di suoni e rumori che coinvolgono gli spazi comuni. Lo spazio pubblico continua a definirsi tale ma nella realtà si sta progressivamente privatizzando, attraverso il suo sfruttamento quale spazio di ricezione, potenzialmente sociale. Questa dicotomia sta alla base dell’erosione del neutro all’interno delle aree di condivisione: l’induzione di suoni e informazioni, lì dove non c’è passaggio o raccoglimento di estranei, non recherebbe alcun vantaggio privato.

Ciò, in vista dei nuovi provvedimenti europei, pone delle questioni dal momento che, i fattori erosivi del neutro (che ora vedrò di illustrare), non coinvolgono allo stesso modo tutti i paesi membri.

Il concetto di spazio segue l’evolversi di nuove e diversificate realtà, che occupano il territorio attraverso elementi concreti nonché derivanti dall’esperienza virtuale e del mondo dei simboli. Lo spazio nascente, da quello commerciale a quello di meditazione, si inserisce in un contesto preesistente, al punto di modificarne la fisionomia e altresì la percezione: l’induzione di messaggi fortemente espressivi e comunicativi incide direttamente sui soggetti implicandone i sensi (in particolare l’udito), creando uno stato di interferenza tra l’individuo immerso nell’ambiente ed il proprio spazio mentale, potenzialmente introspettivo.

L’erosione del neutro avviene per via di elementi artificiali che si inseriscono in un’area condivisa non originariamente deputata alla ricezione di suoni e segnali mediati. Questo processo può verificarsi ovunque, perché ovunque siamo avvolti dallo spazio di ricezione, potenzialmente sociale: anche all’interno di un’area inaccessibile o desertica siamo dei potenziali ascoltatori, ricettori di suoni e messaggi.

Nell’era del post-moderno si verifica un aumento degli spazi divenuti campi di ricezione, ossia di quei perimetri in cui un suono o una voce particolari prevalgono sugli altri. Il campo di ricezione aumenta in ampiezza mediante la potenza del suono: attraverso l’amplificazione il suo effetto arriva a comprendere interi edifici, strade e isolati.

L’area neutra è rappresentata da uno spazio pubblico o aperto al pubblico, estraneo all’intromissione di elementi artificiali, comunicativi, che nulla hanno a che fare con la sua funzione primaria: il rumore del treno è dovuto al suo stesso funziona-mento, non altrettanto il sonoro proveniente dalla diffusione di spot pubblicitari all’interno delle stazioni.

Alla funzione primaria si affianca una funzione parallela (non secondaria) di recupero del tempo. L’attesa è un concetto non sempre ritenuto importante. In realtà, parte del servizio che l’utente paga direttamente o attraverso imposte include l’attesa, spesso vissuta con una sorta di ansia, specie dove questa parentesi non è ottimizzabile perché una “terza voce” meccanica, prevaricante, impedisce di leggere, riflettere, riposare, ecc.

L’erosione del neutro, mediante l’induzione di atmosfere sonore non necessarie, agisce sulla funzione parallela di recupero del tempo, inibendo l’iniziativa individuale.

La tabella indica la palestra nelle fasi di neutralità e di erosione attraverso la diffusione di musica che non è prevista per l’accompagnamento dei movimenti. Nel caso della palestra di aerobica (contrassegnata, non neutra), l’utente sa già che troverà il sottofondo di musica, che in questo caso appartiene alla funzione primaria, includendo a sé la funzione parallela di recupero del tempo (nessuno si reca allo stadio o in una discoteca per riflettere su cose importanti).

Area neutra ed erosione del neutro all’interno degli spazi sportiviArea neutra (generica palestra) senza l’aggiunta di musica diffusaArea neutra erosa (generica palestra) con l’aggiunta di musica diffusaContrassegnata non neutra (palestra di aerobica) con musica diffusa funzionale al tipo di servizio
Funzione primaria (fare ginnastica)
Funzione parallela (pensare a cose particolari)Noinclusa alla funzione primaria

Il neutro non è lo spazio del silenzio. È lo spazio dell’interpretazione attraverso il pensiero e la comunicazione spontanea, in uno sfondo libero, non già invaso da elementi prevaricanti, che costringono il soggetto a distrarsi o a dover sforzare i toni per essere ascoltato. Paradossalmente, mentre le aree del neutro si vanno progressivamente erodendo, aumentano le situazioni di interstizio e di intervallo. La flessibilità del lavoro e l’industria del tempo libero comportano a propria volta una serie di spostamenti e di parentesi nella quotidianità dei cittadini europei (e non solo).

Mentre lo spazio di ricezione, potenzialmente sociale si trova ovunque, il campo di ricezione si costituisce e si dissolve attraverso infiniti punti, la cui ubiquità dipende da fattori eterogenei, non sempre prevedibili: dal sorgere di attività commerciali allo svolgimento di eventi all’aperto (sagre e “notti bianche”), alla sonorizzazione dei punti di particolare transito e snodo (stazioni, strade e vie particolarmente movimentate).

L’area neutra subisce erosione attraverso la centralizzazione acustica (quindi dall’alto, tramite altoparlanti) e mediante la somma di suoni prodotti individualmente, che pur provenendo dal basso, creano un effetto sonoro centralizzato. Ciò si verifica in situazioni di “traffico statico” o di insediamenti umani finalizzati all’intrattenimento. (1)

È questo un processo di erosione del neutro che va coinvolgendo sempre più contesti urbani, con l’appropriazione del suolo pubblico da parte di infiniti cofani, con gli effetti delle autoradio e dei clacson, nonché di brusche frenate e sgommate. Al rumore di fondo del traffico in scorrimento, il “traffico statico” sostituisce un insieme fonico uditivo particolarmente ansiogeno.

La progressiva deneutralizzazione delle aree comuni attraverso sonorità indotte è un fenomeno che investe e in parte avvicina i diversi paesi europei. La tendenza a sonorizzare strade, piazze e aree di transito attraverso altoparlanti, si verifica anche in quei contesti la cui naturale neutralità di sfondo ha rappresentato a lungo un fatto di distinzione. Alcune stazioni tedesche ed austriache godono al loro interno di impianti di amplificazione molto potenti. Gli eventi a cielo aperto invadono di microfoni le piazze di Londra e altre metropoli europee, dove ancora le persone raramente alzano la voce e dove l’utilizzo individuale delle tecnologie rimane discreto.

Le metropoli dei paesi nord-europei, nonostante la sonorizzazione che avanza, mantengono delle regole stradali precise, a cui si attengono gli automobilisti, nonché pedoni e ciclisti che rispettano rigorosamente gli appositi percorsi. In questi contesti la sonorizzazione centralizzata tende a prevalere sulle abitudini individuali. Bisognerà vedere in seguito se le conseguenze di una sordità generalizzata non avranno ripercussioni sulla mobi-lità, traducendosi in comportamenti incontrollati che tendono a divenire prassi (così come già avviene nei paesi più tradizionalmente disinvolti in fatto di pubblica quiete e rispetto dei codici stradali).

A partire da circa gli anni Ottanta l’informazione acustica si centralizza in sempre più spazi collettivi. Significanti mutamenti sociali hanno determinato l’espandersi di aree di condivisione affette da erosione del neutro: la sintonizzazione ovunque con i numerosi canali radiofonici e televisivi ha contribuito in parte alla creazione di un paesaggio sonoro globale, cui ogni paese si è a suo modo adeguato.

Il contenuto no/stop dei canali commerciali e la moltiplicazione di stimoli acustici hanno preso il sopravvento, emarginando sullo sfondo i leggendari rumori urbani del traffico e dell’edilizia. La trasformazione è avvenuta attraverso la proliferazione di unità elettroacustiche utilizzate a scopo personale nonché strategico commerciale: il sonoro ossessivo che avvolge i fast food, induce il cliente a esaurire più in fretta la sua consumazione; all’interno dei negozi per giovani il ritmo musicale persistente induce il cliente a fare gli acquisti senza troppo riflettere. Le radio interne ai grossi punti/vendita forniscono informazioni sui prodotti (occasioni, sconti, ecc).

Sempre in questo periodo ha iniziato a manifestarsi la centralizzazione acustica nelle aree di maggiore commercializzazione e transito attraverso impianti fissi, inamovibili, secondo un processo di sonorizzazione delle aree comuni che in sempre più casi diventano spazi pubblicitari. Questo procedimento di privatizzazione non dichiarata include una transazione economica che avviene tra imprese: quelle che rappresentano i prodotti pubblicizzati e quelle che gestiscono il servizio per il quale l’utente ha già acquistato un biglietto (stazioni della metropolitana, cinema).

Il fatto che lo spazio di ricezione, potenzialmente sociale, diventi oggetto di speculazione, lascia intendere che da qui in poi, qualsiasi parte comune potrebbe diventare monetizzabile, indipendentemente dalla sua funzione primaria, attraverso uno sfruttamento facile che non incontra i vincoli di quello edilizio, in qualsiasi ambito geografico o nazionale ciò venga permesso.

La nuova Direttiva europea sul rumore d.lgs. 19.08.05 n. 194, attraverso il descrittore Lden, prevede l’inserimento di un’ulteriore fascia oraria da far rientrare nei limiti consentiti di rumore, Levening ossia tra le 20 e le 22. Tale intervallo viene ricavato tra le due fasce orarie considerate precedentemente, ossia rispettivamente l’intervallo del giorno e della notte: ciò implicherebbe una maggiore sensibilizzazione verso i momenti di parentesi dalla fascia oraria lavorativa Lday e quella del sonno Lnight.

La nostra legge quadro 447 sull’inquinamento acustico del ’95 dava risalto all’attività produttiva e all’infrastruttura. Con la nuova direttiva il concetto di rumore viene integrato con quello di disturbo, soprattutto nei momenti di socializzazione compresi nella fascia oraria intermedia: Lden determina proprio il disturbo, annoyance, che riflette e condiziona il rapporto tra gli uomini, l’ambiente e la comunità: l’individuo, afflitto dalla troppa esposizione a suoni mediati manifesta stati di stanchezza e malesseri che influiscono sui suoi legami affettivi e familiari. (2)

La nuova direttiva considera inoltre i disagi dovuti ai messaggi pubblicitari e non soltanto quelli dovuti al rumore di fondo conseguente il funzionamento delle macchine. A livello di valutazione ambientale acustica la direttiva europea coinvolge interi agglomerati urbani, uscendo quindi dai perimetri limitati alle aree industriali e soggette al traffico di veicoli.

Rimane controversa la questione su come far rientrare nella direttiva tutti i paesi membri, ognuno con le proprie particolarità: pensiamo solo al fattore “traffico statico” e suoni diffusi. In Europa esistono stati di tradizione anglosassone e altri di tradizione latina in cui gli indici numerici di veicoli motore e unità elettroacustiche sono altissimi; c’è inoltre un forte legame tra l’utilizzo dello spazio di ricezione, potenzialmente sociale e le attività di mercato.

Nei paesi dove, da sempre, esiste una maggiore attenzione allo spazio pubblico, come cultura e non solo come area di attraversamento, la neutralità rimane un fatto insito dell’ambiente; che viene rispettata per un fatto di abitudine sociale, nonostante l’avanzare di sistemi di sonorizzazione indotta dall’alto (un aspetto peraltro grave, poiché tende a legittimare il processo erosivo del neutro, vanificando ogni tentativo di sensibilizzazione individuale verso un disagio che investe la collettività). Del resto la nuova direttiva non riguarda i comportamenti individuali, i quali continuano a dipendere dalle applicazioni delle
norme di legge.

Se qualcosa sta cambiando a livello europeo, le responsabilità dei singoli stati per la tutela dell’ambiente acustico giocano un ruolo altrettanto importante, se si vuole ottenere un grado più alto ed uniforme di qualità della vita.

Note

(1) Effetto sonoro centralizzato proveniente dall’alto mediante altoparlanti. Attraverso la centralizzazione acustica del messaggio unico, lo stesso messaggio si diffonde nello spazio attraverso un’unica fonte. Si tratta di un modo di trasmissione spesso connaturato alla stessa organizzazione del servizio: le fonti di provenienza possono essere inamovibili al punto che, nemmeno chi ha la facoltà di decidere, può annullare o anche modulare il sonoro, perché questo funziona automaticamente nel momento in cui la struttura è operativa (uffici, punti vendita, ecc.).
Effetto sonoro centralizzato proveniente dal basso attraverso l’utilizzo individuale delle tecnologie. In situazioni di assembramento umano in cui si consumano bevande si crea un contesto sonoro reso dalla somma di effetti provocati individualmente (transistor, autoradio, sonerie telefoniche). E questa la realtà di alcune città italiane come Padova, Bologna, ultimamente fonte di un dibattito che riunisce più tematiche: legalità, tolleranza, bisogno di socia-lità, diritti di chi vi risiede ed esigenze di chi vi opera il commercio (entrambe le categorie sono sempre più relazionate nell’attuale dibatto urbano).
Traffico statico. Nella società attuale il traffico assume un carattere di congestione frequente e imprevista, secondo un uso del mezzo intenzionalmente stantio, fermo, che avanza e indietreggia su brevi tratti, che gira con incertezza attorno agli stessi perimetri nel tentativo di trovare parcheggio. Le cause di questa staticità sono da attribuire alla quantità di veicoli in circolazione, all’organizzazione carente dei trasporti pubblici e alla distribuzione delle attività, sedi di ripetute manovre di carico e scarico merci.

(2) Di tipo psichico e neuroendocrino: modificazione dell’elettroencefalogramma, vaso/paresi arteriosa, aumento della pressione intracranica, cefalea. Effetti psichici si riscontrano sull’aggressività, depressione, sintomi conflittuali.

  • Di tipo somatico: si riscontrano sul sistema cardiovascolare (modificazione dell’elettroencefalogramma), sull’apparato digerente (fenomeni spastici), sull’apparato respiratorio (aumento della frequenza respiratoria, riduzione del volume respiratorio corrente); sull’apparato riproduttivo (riduzione della prolificità, del peso dei neonati a termine).
  • Di tipo specifico: lesioni a carico dell’organo dell’udito (trau-ma acustico, otopatia da rumore, ecc.); alterazioni della funzione vestibolare (vertigini, nausea, disturbi dell’equilibrio).
  • Di tipo psico-sociale: non agiscono su un particolare organo, sistema o apparato; agiscono a livello interpersonale influenzando i rapporti tra l’uomo e la comunità, interferendo sul rendimento lavorativo e scolastico, sulla durata e la qualità del sonno (classificazione tratta da Cosa 1992).

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