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Strade, traffico e sinistri. Indagine attorno ad un ipotetico indice di distrazione tecnologica
Esistono motivi oggettivi, anche se non perfettamente quantificabili, per considerare il rumore responsabile di un disagio che affligge l’umanità con conseguenze talora drammatiche. Ci vorranno molti anni affinché l’essere umano si abitui agli attuali livelli di ascolto senza subirne le interferenze con i propri sensi. Siamo nell’era della distrazione indotta, dove al tradizionale rumore delle macchine si aggiungono gli effetti degli infiniti stimoli sonori immessi nell’ambiente attraverso informazioni, “musiche meccaniche”, sonerie di telefoni e tanti altri segnali che richiamano l’attenzione. Ovunque ci sono persone e attività ci si trova in presenza di un frastuono sempre più determinato dalla qualità del rumore rispetto alla quantità che rimane comunque elevata.[1] Il fastidio, più o meno consapevole, nei confronti di un sovraccarico sonoro, al quale è sempre più difficile sottrarsi, diventa protagonista nel paesaggio multisensoriale della post/modernità. E le conseguenze si traducono in una sorta di sordità generalizzata, di distrazione che diventa abituale. L’attenzione rimane un processo limitato, che impone una selezione degli stimoli. L’essere umano, almeno per il momento, non è in grado di filtrare tutte le informazioni che riceve attraverso un processo cosciente e sempre vigile.[2]

Quali sono le conseguenze di uno stato di distrazione che diventa di massa?

Si parla di disattenzione sulle strade secondo aspetti che non rispecchiano il rumore di fondo e gli effetti delle tecnologie. Diversi sono i motivi che possono indurre la mente a sviare dal contesto reale: dal problema personale che affligge il cervello all’ingerenza di sostanze stupefacenti che ne limitano il funzionamento. Di fatto però, sono più i conducenti che telefonano rispetto a quelli in stato di ebbrezza mentre guidano. Il telefono durante la guida crea distrazione anche quando usato col vivavoce.[3] Come emerge attraverso l’analisi che segue, si assiste all’aumento di un certo tipo di incidenti in situazioni che richiedono un ragionamento veloce e preventivo in prossimità di segnaletiche, di persone che attraversano inavvertitamente e altri eventi inaspettati. Dal momento che la strada non è mai uguale (anche quella che l’automobilista percorre ogni giorno) gli effetti della disattenzione si possono manifestare sempre. Lo studio di fenomeni legati al degrado urbano e al deterioramento ambientale necessita di terminologie e indici di misurazione idonei a valutare queste realtà nuove, che si presentano quasi inavvertitamente, le cui conseguenze in termini di disagi e costi sociali sono reali. Si tratta di fenomeni che non hanno ancora una loro precisa entità e collocazione. La loro descrizione implica prospettive di osservazione profonda, non disgiunta dall’analisi quantitativa dei dati (in questo caso estrapolati dalle statistiche ISTAT). L’ipotesi di ricerca è che parte degli incidenti stradali siano provocati dall’eccesso di suoni diffusi e dall’utilizzo delle tecnologie comunicative mentre si è in transito, ovvero da uno stato di distrazione tecnologica (DT).

Che cos’è la distrazione tecnologica?

La distrazione tecnologica è uno stato di disattenzione di origine per lo più involontaria: dipende dall’ambiente acusticamente inquinato cui si aggiunge l’utilizzo, peraltro legittimo, di apparecchi d’ascolto che confondono l’automobilista e isolano acusticamente il pedone. Questi nessi causali non risultano dalle statistiche attraverso voci appropriate che li distinguono. Il proposito che qui si avanza è quello di ricavare un indice di distrazione tecnologica attraverso un’analisi delle accertate e presunte cause di incidenti raccolte annualmente dall’ISTAT.

Perché è di origine involontaria?

Stato di distrazione tecnologica e comportamenti scorretti alla guida sono due cose diverse. All’origine del primo c’è l’involontarietà di uno stato di disattenzione indotto, mentre nel secondo prevale l’intenzione di risparmiare tempo senza fermarsi a un semaforo, eccedendo con la velocità, compiendo manovre non consentite, o di lasciarsi andare abusando di sostanze che inibiscono l’attenzione.
Esistono dei punti in comune tra la distrazione tecnologica e i comportamenti scorretti alla guida (CS) perché la prima, rendendo l’individuo confuso può contribuire a qualsiasi atteggiamento di non curanza. Diversamente, comportamenti scorretti come l’eccesso di velocità o la guida in stato di ebbrezza, non si giustificano in termini di patologia ambientale. Si tratta di azioni rischiose quanto consapevoli.
Anche il carattere di involontarietà dello stato di distrazione tecnologica può essere obiettabile dal momento che non è obbligatorio intrattenersi con le tecnologie specie quando si è in transito, tuttavia il telefono vivavoce, l’auricolare durante la guida e la cuffia mentre si cammina sono utilizzi legalmente consentiti. Quando vengono commentati incedenti in cui il conducente si è reso responsabile di una vera e propria strage, si descrive il conducente nella sua identità e stato psicofisico, ma quasi mai si parla di ciò stava facendo come per esempio parlare animatamente al telefono o sentire musica ad alto volume perché di fatto, questo non comporta reato. Inoltre c’è da dire che lo stesso sistema economico istituzionale autorizza la “musicalizzazione” dei pubblici spazi attraverso altoparlanti e installazioni sonore: anche colui che non si intrattiene con le tecnologie, risente di questi effetti, che agiscono nel lungo periodo attraverso la memoria, e le conseguenze sono valutabili solo in termini di involontarietà, ossia di non trasgressione di regole che di fatto non sussistono. Lo stato di distrazione tecnologica si distingue dunque come stato di origine involontaria almeno fino a che non verrà stabilito che è causa di incidenti, e che quindi deve avere un ruolo centrale nelle normative sulla sicurezza.

Quando un incidente stradale può essere stato causato da distrazione tecnologica?

Un incidente è facile sia stato causato da distrazione tecnologica nelle situazioni di particolare imprevedibilità del flusso stradale, come in presenza di segnaletiche, lavori in scorso, scarsa visibilità. Le presunte e accertate cause di incidentistica che più rappresentano questi parametri, su tutte quelle elencate nei dati ISTAT tra il 2002 e il 2006, sono le seguenti: · Procedeva con guida distratta e andamento indeciso
· Procedeva senza rispettare il segnale di dare la precedenza
· Frenava improvvisamente con conseguenze sui trasportati
· Procedeva con luci abbaglianti incrociando altri veicoli
· Usciva senza precauzione dal passo carrabile investendo il pedone
· Procedeva senza rispettare lo stop
· Comportamento scorretto del pedone
· Procedeva senza rispettare le segnalazioni semaforiche o dell’agente

Le cause selezionate rispecchiano circostanze stradali che richiedono attenzione legata alla novità, contraria all’automatismo dei gesti, che si instaura in situazioni apparentemente ripetitive come il transito. Oltre alle cause di incidenti per comportamento da guida scorretta sono state escluse quelle dovute a guasto del veicolo (rottura freni, stacco della ruota), e quelle le cui origini rimangono ambigue come l’affiancamento irregolare tra veicoli o la mancata tenuta di distanza di sicurezza: queste situazioni possono essere dovute sia a distrazione tecnologica che a sfrontatezza dell’automobilista.

Circostanze stradali in cui si verifica lo stato di distrazione tecnologica

1

Conversazione dal vivo durante la guida (non copre l’ascolto e la percezione di ciò che avviene in strada)

2

Distrazione mentale durante la guida (non copre l’ascolto e la percezione di ciò che avviene in strada)

3

Ascolto autoradio (copre i suoni deboli come la presenza di un ciclista, non altrettanto i segnali acustici come il clacson)

4

Conversazione al telefono con vivavoce (copre i suoni deboli e anche i segnali acustici)

5

Utilizzo dell’auricolare durante la guida e il transito a piedi (copre i suoni deboli e rende confusi i segnali acustici)

6

Utilizzo della cuffia durante il transito a piedi (copre qualsiasi suono e segnale)

7

Playstation -micro tastiere durante il transito a piedi: non copre i suoni dell’ambiente ma li snatura, sottraendogli la possibilità di decodifica attraverso il virtuale, l’impulso sonoro e la ripetitività del gesto. Distrazione nel lungo periodo

8

Sovraesposizione alla massa sonora da suoni diffusi nei pubblici spazi.

Distrazione nel lungo periodo.

La classificazione indica in ordine progressivo le cause da disattenzione durante il transito partendo dalla distrazione senza tecnologia fino alla sordità autoindotta attraverso cuffie e auricolari. A parte i primi due casi, quelli che seguono sono caratterizzati da una frattura che si crea tra l’individuo e l’ambiente, attraverso l’ascolto mediato con la tecnologia.

Che cosa avviene quando il soggetto in transito subisce gli effetti da distrazione tecnologica?

· Disorientamento
· Insicurezza del movimento (impulsività o estrema lentezza)
· Mancata focalizzazione del contesto reale (riduzione della vista)
· Rallentamento dei tempi di reazione
· Modificazione della percezione e della prevenzione rispetto all’ostacolo
· Distanza mentale nei confronti di altre presenze
· Isolamento e sordità nei confronti di stimoli allertanti provenenti dall’ambiente
· Tendenza alla ripetizione automatica delle azioni
· Difficoltà a mantenere la concentrazione

In che modo le cause da distrazione tecnologica si trasformano in incidenti?

La tabella indica il percorso causa effetto dello stato di distrazione tecnologica in situazioni di transito.

Soggetto

Cause da DT

Effetti da DT

Effetti da DT

traducibili in incidenti

 

Conducente di un mezzo a motore

 

Ascolto di stimolo

tecnologicamente riprodotto: squillo del telefono,

autoradio, spia d’allarme

Caduta di attenzione. Distrazione. Mancata prevenzione nei confronti di possibili ostacoli. Allungamento del tempo di reazione

Andamento indeciso,

tendenza a non rispettare le segnaletiche.

-In autostrada tendenza a

sorpassare senza vedere lo specchietto.

-Errato uso dei fanali quando il conducente

incrocia altri veicoli

-Frenata improvvisa.

Investimento di pedone

uscendo da passo carrabile.

–Investimento di pedone e ciclista il cui impatto non viene avvertito

Conversazione telefonica durante la guida

Attenzione che istintivamente

privilegia la conversazione

al telefono

Tempo d’esposizione alla massa fonica nella vita normale

Mancata focalizzazione del

contesto stradale.

Distrazione nel lungo periodo

Mancata prevenzione verso ostacolo che potrebbe presentarsi

Indifferenza verso ostacolo

acusticamente irrilevante rispetto al volume medio di ascolto

Disorientamento, incertezza

Pedone e

ciclista

Isolamento attraverso cuffia auricolare

Sordità totale.

Mancata focalizzazione del

contesto stradale

Moto istintivo che non valuta gli ostacoli.

Disequilibrio del ciclista

[1] H. Arendt, Vita activa, Bompiani, Milano 1994. Z. Bauman, Fiducia e paura nella città, Mondadori, Milano 2004.
G. Dorfles, Intervallo perduto, Einaudi, Torino 1980. S. Sim, Manifesto per il silenzio, Feltrinelli, Milano 2008.
G. Steiner, Linguaggio e silenzio, Garzanti, Milano 2006. P. Virilio, La macchina che vede, Sugarco, Milano 1989.

[2] S. Bagnara, L’attenzione, Il Mulino, Bologna 1984. C. Cornoldi, Metacognizione e apprendimento, Il Mulino,Bologna 1995. R.A Fabio (2001). L’attenzione, fisiologia, patologie e interventi riabilitativi, Franco Angeli, Milano 2001.F. Stablum, L’attenzione, Carrocci, Roma 2002.
[3]Cfr. http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=36626&sez=HOME_SCIENZA%20-%2073k.
Cfr. http://www.psych.utah.edu/AppliedCognitionLab
 
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